Rivestiti nella Misericordia

Mercoledì 31 Luglio 2024

“Fratelli, rivestitevi, come eletti di Dio, santi e amati, di sentimenti di misericordia, di
bontà, di umiltà, di mansuetudine, di pazienza…”
Con queste parole di San Paolo ai Colossesi compiamo un passo in più “nel segno della
Misericordia”, in questi giorni di preparazione alla Festa della Madre della Misericordia.
La breve meditazione di quest’oggi potrebbe avere come titolo: “Vestiti per rivestire,
nella misericordia”.
Quando si parla di vestire chi è nudo, molte persone faticano a scavalcare nella loro
memoria immagini televisive che – pure nel tentativo di aggiornare tutti noi sulla moda –
spesso esaltano più il nudo che il vestito. Certamente, non si vuole criticare la bellezza
del corpo umano. Credo che quando il Signore ci ha creati abbia superato se stesso,
facendoci veramente come un capolavoro! Ognuno di noi lo è! Il fatto è che la moda
molte volte vuole definire come “vestito” qualcosa che in realtà non veste un granchè!
Quindi, questa opera di misericordia rischia veramente di sembrare ormai qualcosa di
veramente fuori posto, quasi una nota stonata di fronte alla cultura di oggi.
Cosa significa per noi oggi allora vestire chi è nudo? Vestiti per rivestire gli altri?
Vestire chi è nudo significa innanzitutto restituire ad ogni persona il rispetto di sé,
l’amore verso se stessa, facendola nuovamente sentire responsabile del grande dono della
vita di cui è responsabile.
E questa è una autentica sfida in questo tempo in cui sembra esserci un processo di
banalizzazione universale, che pretende di appiattire tutti i valori, quasi svuotandoli del
mistero. Praticamente si sta assistendo ormai da anni ad un trionfo della mediocrità.
Le persone profetiche o geniali non solo non servono, anzi danno fastidio. I Santi
conviene guardarli da lontano, tenerli a debita distanza, non si sa mai, potrebbero essere
“pericolosi” per la nostra società.
Rivestire chi è nudo oggi, nel segno della misericordia, non significa quindi tanto fornire
vestiti a chi non ne ha, o dare coperte a chi ha freddo – certo, è importante anche questo
– ma semmai significa rivestirci e rivestire di conseguenza gli altri di nuovo dei valori
veri, quelli del Vangelo, che sono “VIA” da seguire per una umanità vera… quei valori
di cui i mass media, i social, in modo a volte subdolo e silenzioso, ci hanno privato.
Tutto questo senza dimenticarci di ciò che affermava Pascal: “Uno solo dei tuoi pensieri
vale più di tutto l’universo fisico”. E allora capiamo che in questa opera di misericordia
confluiscono le opere di misericordia spirituale: consigliare i dubbiosi, insegnare agli
ignoranti, ammonire i peccatori, consolare gli afflitti, perdonare le offese…

Ad immagine di Dio Padre, che ha da sempre dato l’esempio della sua misericordia:
quando Adamo ed Eva s’accorsero delle conseguenze della loro colpa, accorgendosi di
essere nudi, Dio con tenerezza procurò loro un vestito per coprire le loro nudità e il loro
peccato.
E ad immagine di Cristo, che si è spogliato della sua divinità e si è rivestito dell’umanità
per farci come lui, “figli nel Figlio”.
Chiediamo allora a Maria, Madre della Misericordia, che sostenga il nostro impegno a
rivestirci sempre di più dell’Amore, fino al punto da diventare noi stessi amore. Allora
non avremo più così bisogno di parlare tanto di Dio: parleranno il nostro corpo, la
nostra vita, il nostro entusiasmo nell’esserci rivestiti di valori eterni.

Parti delle rilessioni sono liberamente tratte dal libro “Nelle ferite umane la Divina Misericordia”

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