Lieti nella speranza

Carissimi amici, siamo giunti al quarto passo del nostro cammino verso la Festa della Madre della
Misericordia, sotto il segno della speranza, per riscoprirci in questi giorni pellegrini bisognosi di
ripartire nella speranza, sempre!
Come ieri, anche oggi ci lasciamo guidare da un passo della Lettera ai Romani di San Paolo, e
precisamente il passo che troviamo al cap. 12, vv. 9-12:

La carità non sia ipocrita: detestate il male, attaccatevi al bene; amatevi gli uni gli altri con affetto
fraterno, gareggiate nello stimarvi a vicenda. Non siate pigri nel fare il bene, siate invece ferventi
nello spirito; servite il Signore. Siate lieti nella speranza, costanti nella tribolazione, perseveranti
nella preghiera.

Naturalmente, ciò che subito ci colpisce è quell’affermazione SIATE LIETI NELLA SPERANZA.

Che cosa significa? Leggendo tutto il breve brano ci potremmo rendere conto che San Paolo sta
spiegando che la speranza diventa fonte di gioia, un motivo per essere lieti, dentro ad una vita
cristiana vissuta a 360 gradi. Perché non sempre la vita cristiana diventa occasione di
speranza? Perché non viene vissuta in tutte le sue dimensioni, ovvero la preghiera personale, la
celebrazione comunitaria, l’appartenenza effettiva ad una comunità, l’impegno per la carità
generosa. In fondo, San Paolo ci sta dicendo che la speranza nasce se è dentro una normale vita di
fede.
Per noi tutto questo è un richiamo a non vivere la fede in modo sbilanciato. A volte ho
l’impressione che viviamo in un tempo nei quali molti cristiani vivono una fede che sia solo
momento liturgico. Certamente, è essenziale, ma se è l’unica cosa che si vive della fede, porta a
vivere un cristianesimo sbilanciato solo sull’aspetto liturgico. Così come altri cristiani che vivono
solo di esperienze di carità e di missione. Ovviamente, si è sbilanciati dall’altra parte. San Paolo ci
spinge a riflettere. Se non c’è attenzione per una vita cristiana completa, può succedere che la
speranza in noi non porti frutto!
E allora è necessario interrogarci sulla nostra esperienza di fede, per vedere e per verificare se
davvero stiamo vivendo una vita di fede completa o se ci lasciamo andare da una parte piuttosto
che da un’altra. Ricordiamoci che, senza una dimensione di equilibrio, richiamo di perdere tutto.
Ed è quello che succede in molti casi. Molti credenti prima perdono la partecipazione alla Messa,
che vuol dire la partecipazione alla vita comunitaria, poi perdono la dimensione della preghiera
personale, e poi molte volte perdono qualsiasi gusto e attenzione per le opere di carità.
Così si svilisce tutto il proprio essere cristiani e uno finisce così per essere cristiano di nome ma
non di fatto.
Chiediamoci allora: come viviamo il nostro essere cristiani: in modo equilibrato o “sbilanciato” su
un aspetto piuttosto che su un altro?
Maria, Madre della Misericordia, Madre della Speranza, ci renda sempre, e ogni giorno di più,
cristiani credenti “a tutto tondo”, per generare in noi frutti autentici di speranza.

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