Carissimi fratelli e sorelle,
a due giorni dalla Festa della Madre della Misericordia, muoviamo ancora un’ulteriore passo nel
nostro cammino di approfondimento della virtù della speranza.
Vorrei partire da un pensiero di Benedetto XVI sulla speranza: “La vera preghiera è il motore del
mondo, perché lo tiene aperto a Dio. Per questo senza preghiera non c’è speranza, ma solo
illusione. Non è infatti la presenza di Dio ad alienare l’uomo, ma la sua assenza: senza il vero Dio, il
Padre del Signore Gesù Cristo, le speranze diventano illusioni che inducono ad evadere dalla
realtà. Parlare con Dio, rimanere alla su presenza, lasciarsi illuminare e purificare dalla sua Parola,
ci induce, invece, nel cuore della realtà, nell’intimo Motore del divenire cosmico, ci introduce per
così dire nel cuore pulsante dell’universo”.
Credo che questa frase profonda e chiara di Benedetto XVI ci aiuti a comprendere ancora più in
pienezza il valore della preghiera collegata alla speranza; ci lasciamo aiutare da due versetti del
Salmo 119.
- Salmo 119,49: RICORDA LA PROMESSA FATTA AL TUO SERVO, CON LA QUALE MI HAI
DATO SPERANZA. Il Salmo 119 è una lunghissima meditazione sulla legge di Dio, sul suo
splendore, sul suo valore. E ogni parte di esso corrisponde ad una lettera dell’alfabeto
ebraico. In questo passo l’orante chiede a Dio di ricordare la promessa della sua presenza,
la promessa del suo aiuto, della sua costante protezione. Ed è una preghiera bellissima che
dice a Dio che nessun uomo può avere fede se Dio stesso non la accende nei cuori. Ed è la
Parola di Dio ad avere acceso in lui la speranza. Per questo l’orante non vuole staccarsi
dalla Parola: perché essa è stata in grado di illuminare la sua vita e di accendere in lui
profonda speranza. Anche noi, nella nostra preghiera, potremmo ricordare a Dio,
ringraziandolo, che l’origine della speranza è lui stesso. Se non ci fosse una sua parola, se
non ci fosse un suo atto all’origine del nostro credere e del nostro sperare, noi non
potremmo né credere né sperare. Questo ci deve dare speranza e pace, aiutandoci a dire a
Dio: “Signore, tu sei la mia speranza, tu sei i miei giorni!”. - Salmo 119,116: NON DELUDERE LA MIA SPERANZA. Siamo nel medesimo Salmo, ma la
riflessione del Salmista cambia, è differente. Il Salmista, come a volte capita anche a noi, si
trova in mezzo a uomini “dal cuore doppio”, ovvero anche a credenti incoerenti. Pericolo
che in fondo corriamo tutti noi. Il Salmista chiede a Dio il dono della fermezza, perché la
contro testimonianza degli uomini dal cuore doppio potrebbe far vacillare chiunque. E
questo il Salmista lo sa molto bene. Egli è un uomo che si è consegnato tutto a Dio, per
questo chiede il dono della saldezza e la capacità di procedere nel proprio cammino di vita
con semplicità e coerenza. Questo è un altro dono che chi ha speranza nel Signore cerca di
vivere e ottenere da Dio tutti i giorni della sua vita. A noi questo passaggio del Salmo 119
dovrebbe farci avvertire il pericolo di essere uomini dal cuore doppio, uomini che
potrebbero fare del proprio cammino di fede qualcosa da vivere solo a parole e di cui
vantarsi solo a parole, senza però spessore e profondità. Chiediamo allora al Signore,
anzitutto, la grazia di essere liberati da questa tentazione; chiediamo poi il dono di una
vita di spessore grande.
Questo breve riferimento al Salmo 119 vuole quindi essere per tutti noi un forte richiamo
per la nostra vita di preghiera. Pregare con i Salmi può essere una forma di preghiera da
approfondire e far crescere nella buona pratica della nostra preghiera quotidiana,
soprattutto in questo anno giubilare.
Tutto questo però è possibile partendo da ciò che più è necessario: metterci con fiducia e
speranza nelle mani di Dio, da cui tutto proviene, compreso il dono della preghiera.
Maria, Madre della Misericordia, Madre della Speranza, ci guidi e ci accompagni in questo
nostro cammino nella preghiera, ricordandoci che se non pregheremo, nemmeno
riusciremo mai a far nascere e crescere la speranza in noi.
